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Un nuovo nido d’amore… ma completamente da ristrutturare

In genere le coppie che ancora non convivono acquistano l’alloggio procedendo alla ristrutturazione mentre i conviventi per celebrare il grande passo magari ristrutturano e riarredano l’appartamento. In entrambi i casi le parole d’ordine sono: razionalizzazione, funzionalità e gestione degli spazi, soprattutto perché nelle case moderne o di nuovissima costruzione le superfici a disposizione possono essere molto limitate. In caso di camere molto ampie invece potrebbe esserci la necessità di accorpare o suddividere alcuni vani per andare incontro alle esigenze della famiglia moderna che, per via degli impegni lavorativi, vive la casa in modo diverso privilegiando alcuni ambienti, quali cucina, bagno e zona relax. Attenzione però ad abbattere pareti: accertatevi sempre che non si tratti di muri portanti e fate bene i vostri conti perché i costi possono lievitare di un bel po’. Mai come in questi casi è sconsigliato il fai da te ed è sempre opportuno rivolgersi a imprese e architetti che sappiano dirigere ed eseguire i lavori con cognizione di causa.

Non c’è niente di più vero del detto che recita “Casa dolce casa” soprattutto nel caso di sposi novelli che devono mettere su il nido.

Ma quali logiche seguono le coppie nel ristrutturare casa o nella ridistribuzione degli spazi? “Non esiste alcun tipo di regola – precisano Nicoletta Bossi e Pietro Barral di ARCHITETTURA & IMPRESA – bisogna lavorare per obiettivi in rapporto al budget a disposizione. Sembra poco elegante dirlo ma oggi le coppie badano molto al portafoglio. Quindi è bene sapere fin da subito che abbattere muri ha un costo più elevato perché implica una serie di lavori aggiuntivi come il rifacimento dell’impianto elettrico e idraulico. Cosa che noi consigliamo sempre. Tuttavia, anche senza abbattere o erigere muri abbiamo fatto finora delle ristrutturazioni notevoli lavorando soprattutto sulla qualità e tipologia delle piastrelle, con un’attenzione particolare alle finiture. Anche se non c’è una regola fissa, diciamo che il 90 per cento delle coppie che ristrutturano e mettono su casa dopo le nozze hanno a disposizione circa 70-80 metri quadri”. Anche in superfici limitate si può dare libero sfogo alla creatività e alla qualità? “Chiaramente sì – prosegue l’architetto - purtroppo certe coppie rimangono spesso ancorate alle abitudini del passato e la concezione di ambiente unico fa fatica a farsi strada. E poi non è detto che un determinato mobile o i sanitari del bagno debbano continuare ad avere la stessa posizione pre ristrutturazione. Non c’è ancora una cultura dell’arredamento: molti sono convinti che dopo aver ristrutturato casa si possa continuare a utilizzare lo stesso arredo, ma dopo la ristrutturazione gli ambienti cambiano completamente volto e diventa necessario riarredare”. E ancora “Piuttosto, un vecchio mobile può essere utilizzato diversamente: di recente ci è capitato il caso di un armadio primo ‘900 che abbiamo trasformato in libreria. Ma gli esempi possono essere infiniti: avremmo potuto benissimo trasformarlo in contenitore per riporre i giochi nella cameretta dei bimbi. Anche la testiera di un vecchio letto può essere riutilizzata come sponda del divano”.

Attenzione alle pratiche burocratiche necessarie per la ristrutturazione della vostra casa ed ai tempi di legge per il loro espletamento.

A proposito di mobili, sempre per guadagnare spazio, nelle case moderne sono molto diffusi quelli poli funzionali. Esempi classici sono il divano letto oppure il letto sollevabile. “Nelle case piccole diventa fondamentale anche l’utilizzo di nicchie e anfratti, oppure sfruttare gli spazi aerei. In un alloggio molto piccolo ad esempio abbiamo realizzato un controsoffitto ribassando l’ingresso del disimpegno e ricavando un vano in cui riporre indumenti  e coperte e attrezzandolo di faretti. Un buon architetto inoltre si approccia ad un alloggio e prende ispirazione anche dallo stile della zona in cui si trova e dal vissuto degli sposi oltre che dalle loro esigenze. Può anche capitare il caso che determinate coppie siano particolarmente affezionate ad un preciso mobile: ci è capitato di dover realizzare un progetto in funzione di un mobile lungo 4 metri. Il consiglio comunque è quello di ristrutturare la casa a 360 gradi per avere una concezione unica e con un unico filo conduttore del risultato finale. Non avrebbe senso riqualificare solo singoli ambienti”. Importante è avere tutte le informazioni su pratiche edilizie, adempimenti burocratici e detrazioni fiscali. A proposito di questo argomento quali sono importanti le tempistiche e le modalità quando si deve presentare una DIA (Denuncia di inizio attività) o un permesso di costruire. In ogni caso è il professionista che cura il progetto ad occuparsi della documentazione. Anche importante è che il privato chieda subito il DURC (Documento di regolarità contributiva) all’impresa che ristrutturerà l’alloggio, a garanzia della sua serietà e non solo quando la  documentazione sarà richiesta dal Comune. Se l’impresa non fosse in regola, infatti, gli sposi dovranno rivolgersi ad un’altra ditta che dovrà stilare un altro progetto con ulteriori costi per la coppia perché quello precedente verrebbe rigettato”.
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