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Confetti per tutti i gusti e per tutti i tempi il giorno delle vostre nozze

Confetti per tutti i gusti e per tutti i tempi il giorno delle vostre nozze
A forma di mandorla, tondeggiante, a cuore, a forma di fedi intrecciate, in composizioni a bouquet: oggi il classico confetto è stato rivisitato dai produttori in fogge diverse a cominciare anche dal ripieno
Simbolo per antonomasia delle nozze, i confetti accompagnano gli sposi durante la cerimonia e il ricevimento.

Il confetto: la tradizione affonda le sue radici in tempi antichi.


Il nome confetto deriva da “confectum”, participio passato di “conficere”, ossia preparato, confezionato. Nel Medioevo ci si riferiva, però, alle confetture di frutta secca ricoperta da miele, mentre l'origine del confetto, così come lo conosciamo oggi, è ancora argomento di ricerche. Le origini dei dolci confetti e dei simbolici contenitori si perdono nel tempo. Sappiamo che il primo confetto fu confezionato da un arabo e si trattava di un prodotto farmaceutico addolcito dal guscio che lo racchiudeva. Generalmente, con la parola confetto si indica un piccolo dolce, esternamente ricoperto di zucchero cotto, che contiene al suo interno una mandorla, una nocciola o un pistacchio. I confetti possono essere di due generi diversi: morbidi o duri. Quelli duri, per tradizione, contengono una mandorla pelata e tostata; quelli morbidi hanno un ripieno a base di pasta di mandorle, di canditi o di cioccolato aromatizzato. Esistono anche dei piccoli confettini, contenenti semi di anice o di finocchio, che vengono utilizzati per guarnire torte o piccoli dolcetti di tradizione regionale. Da sempre i confetti sono stati considerati di buon augurio avendo come antenati le noci, i pinoli o le nocciole rivestiti di miele che i romani solevano lanciare in occasione di nascite o matrimoni. Ma la prima traccia scritta risale alla fine del '400. Nello Stato pontificio erano usati come omaggio agli attori teatrali (ad esempio la Duse li considerava portafortuna). Bisogna attendere fino al 1200 perché mandorle avvolte in uno strato di miele indurito assumano il nome di confetti, regalati e custoditi in preziosi cofanetti. La letteratura francese del XIV secolo cita confetti profumati alla rosa, al muschio e alla violetta. Molti illustri personaggi storici assaggiarono il dolce sapore del confetto, tra i quali Luigi XIV, Napoleone e la regina Elisabetta. Nel 1806 Napoleone entrò a Verdun sotto tre archi di trionfo costruiti con confetti bianchi. Si tratta, dunque, di un dolce che affonda le radici nella storia e che è tradizionale del nostro paese.

In Italia, il confetto è un dolce molto amato e a cui non si può rinunciare il giorno delle nozze.


Infatti, in Italia siamo i primi produttori di confetti (soprattutto in Abruzzo e Campania) anche se i maggiori consumatori sono il Portogallo e Spagna. Nel mondo sono molto conosciuti i famosi confetti di Sulmona per la loro squisitezza e per la raffinata produzione, di antica tradizione. Le mandorle utilizzate sono quelle di Avola (le più pregiate). Ne esistono di varie forme, colori e dimensioni. Famosi per la loro bontà sono i cannellini di Sulmona, confetti lunghi e sottili con all'interno un cuore di cannella. La loro notorietà è legata a Giacomo Leopardi che ne mangiava abitualmente in grandi quantità, tanta era la passione del poeta per questi dolci.
La tradizione vuole che il confetto da matrimonio sia bianco, ad indicare la purezza della sposa. Il rito del lancio dei confetti all'uscita del corteo dalla chiesa veniva chiamato “sciarpa” ossia rissa, baccano, riferito ai ragazzi che correvano poi a raccogliere i dolci, creando confusione. Il numero di confetti nelle bomboniere deve essere dispari, un augurio per la nascita del futuro figlio. In alcune regioni  vige l'uso di lanciarli fuori dalla chiesa, insieme al riso.
Durante il ricevimento, la sposa, accompagnata dal marito, girerà fra i tavoli e li distribuirà agli invitati aiutandosi con una ciotola e un cucchiaio. I confetti si possono offrire anche alla fine della cerimonia, su vassoi d’argento o in ciotole di cristallo. Una seconda alternativa prevede che gli invitati, sedendosi al tavolo, li trovino racchiusi in sacchettini o scatoline di cartone, come segnaposto. I sacchettini potranno essere di materiali semplici (tulle o cotone) o più preziosi (organza, pizzo, lino) chiusi con un nastro, con fili di rafia o con un bottoncino, accompagnati, magari, da un oggetto: un piccolo fiore di ceramica o di pasta al sale, una scatolina portapillole in legno, silver o argento o un piccolo bouquet di fiori secchi.
Scritto il: 17-04-2016 - letto 779 volte