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La scelta delle letture, testimonianza di fede nel sacro giorno delle nozze


			
La scelta delle letture, testimonianza di fede nel sacro giorno delle nozze
			
Accostarsi al rito cattolico significa anche vivere la cerimonia nuziale come atto di fede: nei suoi vari passaggi, la scelta delle letture è uno dei momenti più significativi
			
Il rito cattolico coinvolge gli sposi in prima persona nell’azione nuziale con la scelta da parte loro delle letture della Sacra Scrittura (le quali saranno commentate nell'omelia) e con la scelta della forma con cui esprimere il consenso, i formulari per la benedizione degli anelli, per la benedizione nuziale, per le intenzioni della preghiera universale e i canti. Due persone care alla coppia leggeranno in particolare le letture, selezionate dagli sposi una dall'Antico e una dal Nuovo Testamento e nel tempo pasquale, dagli Atti degli Apostoli o dall'Apocalisse. Quelle indicate di seguito sono particolarmente poetiche e significative per esprimere in modo particolare l'importanza e la dignità del matrimonio nel mistero della salvezza.
Nell’Antico Testamento sono compresi testi della Genesi, dai libri di Tobia, Geremia e del Siracide e dal Cantico dei Cantici.
“…Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra….». In questo passo dal libro della Genesi (Gen. 1,26 - 28.31) la decisione di Dio riguarda l’uomo come persona umana. L’immagine divina si riflette nella coppia alla quale è data la benedizione che la rende feconda, affidandole il compito di trasformare la terra perché sia abitabile.
Un’altra lettura della Genesi particolarmente significativa è quella dei versetti (Gen 2,18 - 24) “…Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo…”. In questo secondo racconto si mette in evidenza la solitudine dell’uomo che ricerca un aiuto simile a lui. Questo gli è donato nella donna, in cui l’uomo riconosce un essere della sua medesima natura; «essa sarà chiamata ishsha perché tratta da ish». L’uomo e la donna sono versione maschile e femminile dell’unica realtà umana e nel matrimonio diventano «una sola carne», un’unica persona.
Ancora dal libro della Genesi (24, 48 - 51.58-67) è tratto il brano che narra del servo inviato a cercare la sposa per Isacco che benedice il Signore.
Nel libro di Tobia (Tb 7, 9 - 10.11-17) si legge invece: “…In quei giorni, dopo che si furono salutati, Raguèle pregò gli ospiti di mettersi a tavola, ma Tobia disse: "Io oggi non mangerò né berrò qui, se tu prima non mi concedi quanto ti domando e non prometti di darmi in moglie Sara tua figlia". In questa lettura il matrimonio è l’epilogo verso il quale gli sposi sono stati condotti attraverso vicende nelle quali hanno riconosciuto il volere di Dio.
Ancora nel libro di Tobia (Tb 8, 5-10) viene narrata la sera delle nozze in cui Tobia e Sara iniziano la vita in coppia con una preghiera riconoscendo e accettando il progetto divino sul matrimonio.
Lettura molto conosciuta e diffusa ai matrimoni è quella tratta dal Cantico dei Cantici (Ct 2,8-10.14.16; 8, 6-7), un dialogo delicato e appassionato fra due innamorati per portare nell’assemblea il messaggio di un amore che sfida la morte. Dal libro del Siràcide (Sir 26,1-4.16-21) si legge invece che la donna virtuosa rende sempre felice il marito “…Una donna virtuosa è una buona sorte, viene assegnata a chi teme il Signore…”.
Ultimo brano consigliato dall’Antico Testamento è quello dal libro del profeta Geremia (Ger 31, 31-32. 31-34) dove si parla di una nuova alleanza fra Dio e il suo popolo per simboleggiare l’alleanza nuziale, considerata non un legame giuridico ma l’unione di cuori e volontà.
Dal Nuovo Testamento sono tratti brani dalle lettere di San Paolo ai Romani, ai Corinzi, agli Efesini e ai Colossesi e dalle lettere di San Giovanni.
Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Romani (Rm 8, 31-35.37-39)  si legge “…..né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio….” In questo brano si sottolinea che il vincolo con Dio unisce gli sposi nell’amore per affrontare la loro nuova vita con fiducia.
Un altro passo (Rm 12, 1-2.9-18)  recita: “…Vi esorto dunque, fratelli…ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio….”. L’esistenza deve essere vissuta nella conversione alla parola e nell’adempimento della volontà di Dio.
Nella prima lettera ai Corinzi (1Cor 6, 13-15.17-20) gli sposi, in quanto cristiani, sono esortati a glorificare Dio attraverso il rispetto del loro corpo “….Fratelli, il corpo non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo…” mentre nel passo (1Cor 12, 31-13, 1) l’esortazione a cercare l’amore l’uno nell’altro è l’augurio più desiderato per gli sposi “….La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità…”.
Nella lettera di San Paolo apostolo agli Efesini (Ef 5, 2.21-33) Paolo usa un linguaggio consueto al suo tempo («il marito è capo della moglie») ma di fatto rinnova i rapporti fra i coniugi: gli sposi cristiani hanno il modello delle loro reciproche relazioni guardando a ciò che Dio ha fatto per la sua Chiesa fedele.
Nella lettera ai Colossesi (Col 3, 12-17) le esortazioni ai cristiani per la loro vita di comunità — accordo, pazienza, ascolto della parola di Cristo, preghiera gioiosa e riconoscente — diventano auguri e impegni per gli sposi.
San Pietro apostolo (1Pt 2, 11; 3, 1-9) nella prima lettura esorta le mogli e i mariti a vivere nell’amore che il Signore dona loro, ricercando ciò che è essenziale, con attenzione reciproca, amore delicato e tenero, in preghiera comune mentre in San Giovanni apostolo (1Gv 3, 18-24) sempre nella prima lettura gli sposi cristiani sperimentano la presenza rassicurante di Dio attraverso il loro reciproco amore con fiduciosa sicurezza e fedeltà ai  comandamenti. La prima lettera  di San Giovanni apostolo ai versi (Gv 4, 7-12) parla dell’amore di Dio per l’umanità e degli sposi cristiani che si amano di questo amore che perdona.
Infine dal libro dell'Apocalisse di San Giovanni Apostolo (Ap 19, 1.5-9) nella liturgia del cielo si celebra la festa solenne per le nozze di Gesù con l’umanità redenta e il matrimonio dei cristiani è partecipazione gioiosa a questa festosità nuziale della salvezza.
Scritto il: 17-07-2017 - letto 393 volte