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Riso, auguri e tanta prosperità come conclusione alla cerimonia nuziale

Sulla nascita di questa usanza del lancio del riso sugli sposi al termine della cerimonia, però, esistono diverse interpretazioni e diverse soluzioni. Vediamole assieme.

Tradizionalmente con chicchi bianchi, il lancio del riso sugli sposi sul sagrato della Chiesa o all’uscita del comune è simbolo di prosperità, fertilità ed abbondanza.

Secondo alcuni l’origine del lancio del riso in occasione dei matrimoni è riconducibile all’abitudine di alcune tribù primitive di consumare il riso durante il rito delle nozze per distogliere l’attenzione dei cattivi spiriti dagli sposi. Altri puntano sull’associazione riso-fertilità da sempre riconosciuta dai popoli antichi. Secondo altri ancora il riso è stato eletto a simbolo di abbondanza e prosperità per merito di un’antica leggenda cinese che narra di un genio buono, il quale impietosito dalle condizioni in cui versavano i contadini di una popolazione colpita da carestia, seminò i propri denti sui campi chiedendo loro di irrigare a dovere la terra da coltivare. Sembra che al contatto con l’acqua i denti del genio si siano trasformati in semi facendo fiorire piante di riso che permisero ai contadini di sfamarsi e sopravvivere alla carestia. Bianco per tradizione, il riso può assumere nel rito del matrimonio diverse tonalità di colore offrendo anche alcuni vantaggi fra cui un maggior effetto scenografico nelle foto e nei video di nozze e, soprattutto, maggiore praticità, visto che la tipologia colorata non macchia gli abiti, specie in caso di pioggia. Proprio per evitare spiacevoli inconvenienti è bene non ricorrere al tradizionale riso bianco da cucina, senza prima lavarlo per eliminare l’effetto farinoso che, appunto, macchia i vestiti, creando antiestetici aloni bianchi soprattutto sulle stoffe scure. Per la scelta rivolgetevi direttamente al negozio o all’atelier presso il quale acquisterete le bomboniere. In genere questi ateliers dispongono di sacchettini preconfezionati appositamente per l’occasione. Affinché la regia del grande giorno non subisca sbavature di sorta, fate in modo di far pervenire agli invitati sacchettini in carta o stoffa personalizzati ad hoc, evitando di consegnare il riso sfuso o, ancora peggio, in confezioni di plastica trasparente o fac simile della busta della spesa. Il lancio dei chicchi potrà avvenire solo quando gli sposi si trovano sul sagrato della chiesa o al di fuori della sala comunale ma mai dentro l’edificio. Usate anche la cortesia di informare il parroco o l’addetto alla cerimonia circa la vostra intenzione. Un briciolo di gentilezza ed educazione non costa niente ed evita spiacevoli inconvenienti, specie in caso di pioggia, quando il pavimento potrebbe diventare scivoloso e pericoloso per gli sposi e gli invitati.

Tante le alternative al lancio del riso sugli sposi, per chi teme che i chicchi possano guastare i preziosi abiti.

Non tutti gli sposi amano il rito del lancio del riso preferendo adottare soluzioni alternative, festeggiando la nuova unione con il rito della liberazione delle colombe. Benché possa sembrare bizzarro, è infatti, possibile noleggiare e liberare coppie di colombi in grado di ritornare alla base al termine della cerimonia. Un’alternativa ai chicchi è il lancio dei petali di rosa. I convinti ambientalisti non inorridiscano: esistono in commercio anche petali di stoffa ugualmente belli e più pratici perché, oltre a non rovinarsi, si librano meglio per aria, senza sporcare il pavimento. Potreste scegliere di liberare farfalle e palloncini coloratissimi, allegri e imprendibili. Esistono persone che allevano farfalle proprio  per questo scopo e che sono facilmente rintracciabili in rete. Liberare palloncini colorati è invece più semplice, sono evocativi e fanno scenografia. Basta anche liberarne solo due legati insieme per simboleggiare l’inizio della vita a due.

In passato e in altre culture, il lancio del riso sugli sposi è stato sostituito da altri rituali: dalla Cina alla Sardegna, vediamo le principali.

La tradizione di augurare fertilità e buona fortuna agli sposi non è uguale in tutto il mondo e, dunque, non sempre comprende il lancio del riso. Le usanze cambiano a seconda dei diversi paesi, soprattutto se geograficamente distanti fra loro. Il popolo dei Sami (o Lapponi), ad esempio, ha una curiosa (e scomoda) tradizione per augurare prosperità agli sposi. Prima di andare alla cerimonia, la madre della sposa lascia una moneta d'oro nella scarpa destra della figlia, mentre il padre fa altrettanto con una moneta d'argento in quella sinistra. Nel rito sami, inoltre, la sposa indossa tre anelli: uno per il fidanzamento, il secondo per il matrimonio e l'ultimo per la maternità. Il simbolismo ricorre anche nella cerimonia greca in cui gli sposi portano una ghirlanda da custodire poi sopra il letto. A significare l’unione, la coppia porta delle candele e unisce le mani destre mentre lo scambio degli anelli simboleggia il fatto che una debolezza di uno dei due sarà bilanciata dalla forza dell’altro. Non vengono scambiati i voti, poiché in Grecia il matrimonio è sentito come un’unione di due anime, piuttosto che come un contratto. Il ricevimento nuziale è una vera festa molto coinvolgente, durante la quale si rompono dei piatti sulla pista da ballo per augurarsi la buona sorte. In Cina, per augurare fortuna e prosperità alla coppia, sono d'obbligo il digiuno e il silenzio della sposa nel giorno delle nozze, lo scambio di oche come simbolo di lunga vita, l'uso di ombrelli durante il corteo nuziale e una certa preferenza… per il rutto (ebbene sì!). Nel nord della Francia, in Gran Bretagna ed Irlanda, c’è stato, negli ultimi tempi, un boom nella riscoperta delle tradizioni celtiche con un ritorno a cerimonie officiate da moderni druidi. La coppia avrà un matrimonio lungo e felice se si sposerà nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio, data in cui cade la festa di Beltane, cioè della fecondità o notte dell’equinozio d’estate, anche se a questi matrimoni non risulta che per ora venga riconosciuto un valore legale. Gli sposi si donano frutta, spighe, e la cerimonia prevede che vengano legati loro i polsi con un nastro. Nelle isole del Pacifico per propiziarsi ogni bene, la coppia prega le divinità della fecondità, che sono rappresentate da rocce presenti sul fondale marino, mentre in Tibet dominano i colori blu, rosso, verde, bianco e giallo dei nastri appesi davanti alla porta dello sposo, e cuciti la notte della vigilia sull'abito della sposa. Per augurare buona fortuna e ogni bene i partecipanti al corteo nuziale li agitano in segno di festa e affetto verso gli sposi. Infine, per tornare ad abitudini nostrane, in Sardegna e in alcune zone del Sud Italia, al passaggio degli sposi parenti e amici gettano dei piatti vuoti ai loro piedi, che devono rompersi per portare buon auspicio, come simbolo di abbondanza… l’importante è che abbiano una buona mira.
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