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Stuzzicate i vostri ospiti con il finger food durante il banchetto di nozze

Stuzzicate i vostri ospiti con il finger food durante il banchetto di nozze
Versatili e facili da realizzare, le numerose preparazioni classificate come pasticceria salata sono anche fra le più abusate nel banchetto di nozze
Spesso viste come semplici basi o contenitori per altri ingredienti più importanti, è facile che non ricevano l'attenzione che meritano. Tutto ciò non accade nei laboratori e nelle cucine di alcune pasticcerie e ristoranti piemontesi della provincia di Torino dove mousse, salatini, crostini, tartine, tramezzini, bruschette, torte salate, frittate, ma anche mini quiche, tortillas e sushi vengono interpretati con grande autorevolezza e con risultati sorprendenti. L'arte del salatino conquista così i palati più raffinati, le fiere di settore, il design di tendenza. E si impone come alternativa sempre più cool alla cucina tradizionale. È quello che in gergo moderno viene chiamato “finger food”: qualunque cosa spizzicabile, stuzzicchini sfiziosi e anche un po’ modaioli. Ma siccome finger food non si nasce, ma si diventa, non resta che preparare le ricette in miniporzioni oppure tagliare torte o quiche a bocconcini o servirle in bicchierini mono porzione.

Questo modo di mangiare il cibo sta ottenendo un consenso sempre maggiore presso i palati contemporanei per l’importanza che assume il “tatto” nella percezione di gusto ed emozioni.


Toccare un alimento ci ricollega al nostro bisogno primario di sopravvivenza ed è un modo di cogliere l’anima dei cibi. Cominciando dalle prime forme di biscotti o dolcetti, i finger foods hanno rappresentato nella storia una sublime forma dell’arte della comunicazione. Già durante convivi dell’epoca imperiale romana si mangiava sdraiati poggiandosi al gomito sinistro e piluccando il cibo con la mano destra. I cibi arrivavano già tagliati in piccoli pezzi serviti da schiavi detti “scissores”, e solo i cucchiai trovavano una certa frequenza d’uso, impiegati per raccogliere salse e farinate. Preparare un finger food non deve però essere un gesto banale e seriale. Come i cibi presentati nei banchetti imperiali, anche quelli elaborati per una cerimonia importante devono avere caratteristiche ben precise: prime fra tutte bontà e bellezza nella presentazione le quali nascono dall’eccellenza dei prodotti di base e da preparazioni coreografiche e d’effetto. La parola chiave nella presentazione di piatti e ricette è oggi il “polisensualismo”, ossia la tendenza ad investire la globalità dei sensi dell’ospite tenendo conto che lo spazio emotivo riveste un ruolo essenziale nella degustazione del cibo. Coloro che festeggeranno con voi l’evento più importante della vostra vita potranno vivere appieno ogni singolo assaggio per appagare i cinque sensi grazie a proposte artistiche, creative, fantasiose e soprattutto deliziose.
Per il salato, un classico sono le torte di ricotta e spinaci,  di prosciutto e formaggio, di carciofi e asparagi, di prosciutto e funghi, al formaggio e alle zucchine. Molto buone anche le palline rustiche e le olive ascolane ripiene presentate su plateaux di riso. Ci sono poi i salatini ripieni “mille gusti”, con frittatine, tonno e carciofini, prosciutto, tonno, peperone, wurstel e olive. I dolci classici possono essere reinterpretati in versione salata: la torta diplomatica, per esempio, viene servita con bavarese di cavoli verza e gelatina di topinambur e spuma di acciughe.

I prodotti tipici piemontesi sono alla base delle ciotole colorate con salsiccia di Brà e del formaggio e miele per una combinazione dal gusto forte e allo stesso tempo delicato.


Tra le proposte più raffinate si ritaglia un posto di primo piano il sushi nella versione piemontese, con prodotti tipici della nostra regione in sostituzione del pesce crudo. L'ingrediente più comune in tutti i differenti tipi di “sushi” è, appunto, il riso sushi. La varietà del piatto nasce dalla scelta dei ripieni e guarnizioni, dei condimenti e nella maniera in cui vengono combinati. Gli stessi ingredienti possono essere combinati in maniere completamente differenti per ottenere effetti diversi. Si possono quindi avere le palline di caprino al sesamo, gli involtini vietnamiti in carta di riso, la tartare di storione all’alga nori (un'alga commestibile tradizionalmente coltivata nei porti del Giappone: originariamente le piante venivano raschiate dai pali del porto, pressate in fogli e seccate al sole, con un procedimento simile a quello usato per la carta), le fritture vegetali in tempura, i gamberi in pasta kataify e gli spiedini di tofu in pastafillo, tra i piatti principali. Tra le altre specialità: il gazpaco, il taboulè alla menta e le tartellette con polenta e cruditè. Il pan brioche può essere servito con capesante al limone verde. Altre proposte d’impatto riguardano i bicchierini di ostriche nel Martini dry, i mini arancini con mozzarella di bufala e gli arrosticini di agnello piccante su crescenza gelata. Una proposta particolarmente originale, infine, è la sfogliata con gelato al parmigiano.
Scritto il: 03-04-2016 - letto 2455 volte