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Misure perfette per l’abito da sposo XXL? Consigli per lo sposo che non rientra nelle taglie ordinarie

Misure perfette per l’abito da sposo XXL? Consigli per lo sposo che non rientra nelle taglie ordinarie
Il giorno delle nozze si avvicina ed un incubo in particolare vi tormenta: attendere la vostra sposa all’altare bella come una dea con indosso un abito che, in confronto, vi fa sembrare dei sacchi di patate
Avete passato settimane ad ammazzarvi di fatica in palestra e non siete riusciti a buttare giù quei fastidiosi chili di troppo accumulati proprio sulla pancia? O consumato gli attrezzi per scolpire i pettorali senza però tonificarli? Non avete una silohuette degna di un divo del cinema? Niente paura. Non crucciatevi e restate sereni anche se non rientrate nelle taglie ordinarie: la soluzione c’è ed è a portata di mano. Rivolgetevi ad un atelier che sappia cucirvi addosso un abito da sposo impeccabile e in grado di camuffare alla perfezione le ogni più piccola magagna.


Quali sono però i dettagli che caratterizzano un abito da sposo di qualità, soprattutto nel caso del “su misura”?


Il “Made in Italy” è ancora, per fortuna, un valore aggiunto in grado di fare la differenza per qualità, ricerca e valorizzazione del particolare rendendovi sicuri di voi stessi anche se non avete un fisique du role. Nei casi particolarmente delicati dei cosiddetti “fuori taglia”, un abito da sposo di un certo peso deve innanzitutto essere realizzato con attenzione al taglio e ai tessuti costruendolo, è il caso di dirlo, pezzo per pezzo e adattato ad ogni singola curva o spigolo del corpo. Anche la fodera di un capo, ad esempio, può fare la differenza. La scelta dei materiali valorizza la resa e l'aspetto del tessuto, mentre la tecnica di realizzazione e un buon taglio possono garantirne o meno la vestibilità. Le varie tele sono poi fondamentali anche per costituire l’ossatura delle giacche. Da non trascurare nemmeno i dettagli come le cuciture in filo doppio di puro cotone per meglio assecondare la morbidezza dell’abito e la figura garantendo la durata del risultato nel tempo. Per selezionare l’abito perfetto da sentire addosso come un guanto non bisogna sottovalutare nulla. Le rifiniture rivestono molta importanza soprattutto sui colli perché ne definiscono la linea e quindi la cadenza. Se le spalle ad esempio, sono strette ossia non in linea con i fianchi, che risultano quindi più larghi, bisogna creare armonia tra i due punti, aumentando il volume dove manca e cercando di diminuirlo dove eccede. Per riportare in equilibrio spalle e fianchi, bisogna ricorrere a discrete spalline imbottite, non da generale dell’esercito ovviamente, ma morbide e di media grandezza. Danno volume, alzano le spalle e ne estendono visivamente la larghezza. Il primo passo e comunque sempre "fotografare" la conformazione fisica dello sposo, osservarne gli atteggiamenti e capirne la personalità. Il vestito viene così ad assumere caratteristiche peculiari che assecondano al massimo le abitudini della persona alla quale è destinato.


Ma quando ci si sposa non si va all’altare solo con giacca e pantaloni e quindi non bisogna sottovalutare un altro elemento indispensabile dell’abito da sposo: la camicia.


Se acquistate una camicia confezionata, durante la prova dell’abito da sposo, l’occhio deve cadere immediatamente sul colletto che è il punto più delicato. L’unità di misura per le camicie è infatti il collo. Dal colletto si determina tutta la giusta cadenza. Il centimetro deve essere posto all’altezza della gola seguendone la circonferenza senza stringere né allentare. La misura della camicia standard è rappresentata dal numero della circonferenza collo espressa in centimetri (o pollici per i paesi anglosassoni). Il colletto deve seguire in modo delicato il profilo del collo senza essere troppo largo ma nemmeno stringere eccessivamente. La linea a V rovesciata delle punte deve essere perfettamente centrale e simmetrica. Le spalle devono cadere perfettamente dando una sensazione di comfort seguendo la linea del dorso e dei pettorali ma senza eccedere in abbondanza. La lunghezza delle maniche, inoltre, deve superare il polso di un solo centimetro.


L’abito da sposo tagliato perfettamente sulla figura del corpo dovrà essere perfetto anche dal punto di vista delle proporzioni.


Insomma, l’abito da sposo deve essere come una seconda pelle soprattutto nel caso si acquisti già confezionato.
Ci sono alcune misure standard alle quali badare. Quelle della giacca sono tre. La prima (taglia) indica la misura del torace (una taglia 50 corrisponde ad una circonferenza torace di 100 centimetri); la seconda è la statura (corto, normale, lungo, extra corto e lungo); la terza invece è il cosiddetto “drop” una dicitura internazionale dell’abbigliamento maschile riferita alla conformazione fisica della persona (è uguale alla differenza tra il semitorace e la semivita ed è espressa in centimetri). Un drop 6 indica una figura normale, un drop 8 una figura snella. Più aumenta il numero del drop, più la conformazione è asciutta e viceversa. E’ ovvio che più ci si affiderà per queste cose ad un sarto più aumenteranno le possibilità di raggiungere la perfezione. Oggi la sartoria è alla portata di tutti quelli che vogliono un capo fatto apposta per affermare la loro personalità andando al di là di certe banalità standardizzate. Il lavoro di certe sartorie è talmente minuzioso e professionale che alcune hanno la possibilità di proporre alla propria clientela maschile la scelta fra 300 taglie diverse soddisfacendo qualsiasi tipo di necessità. Ottime sartorie sono presenti su tutto il territorio nazionale, dove gli stilisti esprimono la loro creatività aiutando chiunque lo desideri nella scelta emozionante di farsi confezionare un abito da sposo esclusivo regalandogli la sensazione di avere finalmente fatto pace con il proprio corpo.
Scritto il: 26-02-2016 - letto 1337 volte