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L’abito da sposo visto attraverso il microscopio per evitare inconvenienti

Puntare su fascino, eleganza e grinta per far risaltare al meglio la propria personalità: questa la carta vincente dello sposo che, come si sa, nel grande giorno verrà messo “in ombra” dalla sua dolce metà, protagonista assoluta della cerimonia
L’abito da sposo visto attraverso il microscopio per evitare inconvenienti
Benché il giorno delle nozze l’attenzione sia concentrata inevitabilmente sulla sposa, è ugualmente importante che anche l’abito dello sposo sia tendente alla perfezione.
Infatti, nonostante il suo ruolo, per così dire, di secondo piano, anche lo sposo dovrà comunque presentarsi al meglio con un abito impeccabile dalla A alla Z.

Vediamo assieme quali sono le caratteristiche principali del vestito da sposo.


GIACCA
Quando si parla di abito da sposo ha, generalmente, una linea sartoriale.
E’ monopetto e senza spacchi laterali, con tasche a filetto e taschino.
No alle tasche a toppa, troppo sportive e non adatte ad una cerimonia.
A seconda delle tendenze della moda le lunghezze variano.
Ci possono essere i due bottoni oppure i 3, 4 o 5 per le linee più allungate.
I colori più gettonati sono quelli sobri ed eleganti per eccellenza: blu, nero e grigio antracite.
Tuttavia soprattutto negli ultimi anni, sono venute alla ribalta anche tonalità più accese oppure bronzi e marroni, gessati classici oppure con righe rosse o ecrù.
FODERA
Ha la sua importanza per dare struttura alla giacca ed è’ in seta naturale.
GIROMANICA
Altro elemento delicato per l’abito sa sposo.
La parte inferiore deve essere tagliata per adattarsi comodamente all’ascella, per scongiurare qualsiasi difetto.
COLLO
E’ il primo particolare che si nota.
Nella parte posteriore deve aderire perfettamente al collo della camicia, anche quando ci si muove o si alzano le braccia.
Se il collo è troppo corto si alzano i lembi posteriori della giacca, mentre se è troppo lungo squilibrerà i lembi della giacca in avanti.
REVERS
Sono un elemento che varia a seconda delle mode che li disegnano a volte stretti altre larghi.
L’ideale è mantenere una via di mezzo.
Nelle giacche monopetto le misure vanno dagli 8,5 ai 10,5 cm nel punto più largo.
Può aiutare abbinare la larghezza dei revers a quella della cravatta.
DROP
Una dicitura internazionale dell’abbigliamento maschile riferita alla conformazione fisica della persona (è uguale alla differenza tra il semitorace e la semivita ed è espressa in centimetri).
Un drop 6 indica una figura normale, un drop 8 una figura snella.
Più aumenta il numero del drop, più la conformazione è asciutta e viceversa.
SLIM
Linea sciancrata e giovanile.
E’ adatta ad una giacca lunga dal taglio sartoriale abbinata a pantaloni affusolati e asciutti.
PANTALONI.
Devono essere classici e a sigaretta e ovviamente di colore e tessuto uguale alla giacca e senza risvolto.

Per dare consistenza e importanza ad un abito da sposo, le diverse tipologie di tessuti rivestono un ruolo fondamentale.


LUCIDI E TRANSLUCIDI
Sono caratterizzati da una commistione di lane e sete pregiate che contribuiscono a creare l’effetto lucido.
ARMATURATI
Con trama in rilievo son ideali per l’abito da sposo in cerimonie di un certo livello.
MERINOS E TASMANIA
Indicati in inverno.
Sono lane pregiate che non si stropicciano mai.
SETE DAMASCATE
Lavorate tono su tono con microscopici disegni a contrasto, sono utilizzate per le cravatte.
STROPPICCIATI
Per lo sposo moderno e giovane, in seta con fili di rame.

Altro pezzo basic che cattura l’attenzione di chi guarda è la camicia dell’abito da sposo.


L’occhio deve cadere immediatamente sul colletto che è il punto più delicato perché costituisce l‘unità di misura per determinare la giusta cadenza della camicia dell’abito da sposo.
La misura standard è rappresentata dal numero della circonferenza collo espressa in centimetri (o pollici per i paesi anglosassoni). Il colletto deve seguire in modo delicato il profilo del collo senza essere troppo largo né troppo stretto.
La linea a V rovesciata delle punte deve essere perfettamente centrale e simmetrica mentre la lunghezza delle maniche deve superare il polso di un solo centimetro.
DIPLOMATICA
E’ la classica camicia da cerimonia con doppi polsi per i gemelli; generalmente è di colore azzurro in tessuto importante, tramato o in Oxford.
FRANCESINA
Camicia in cotone bianca o azzurro chiaro, ha il Collo alla Francese o Aperto altrimenti detto Spread Collar o Windsor: è in assoluto il collo più utilizzato dagli europei del sud innamorati della moda.
Indossata con cravatta lascia maggiore spazio al nodo, attirando l'attenzione su di esso.
E' consigliabile indossare cravatte con un'anima piuttosto spessa e nodi di media dimensione che ne riempiano l'intera apertura.

Personale segno di stile ed eleganza, la cravatta è in grado di rivelare la personalità arricchendo l’abito dello sposo con un tocco di colore.


Due le tipologie di cravatta per l’abito da sposo.
REGIMENTAL
Di seta a righe oblique.
Ha avuto momenti di grande ribalta, passando ora in secondo piano rispetto a quelle in tinta unita.
PLASTRON
Cravattone impreziosito da un punto luce discreto, ma in grado di illuminare l’abito.
Realizzato in seta per cerimonie importanti e raffinate.
Si annoda sovrapponendo o incrociando i due lembi con un solo passaggio all’esterno creando il classico sbuffo che lo caratterizza.
Il plastron allarga il viso, quindi è consigliabile per lo sposo con zigomi sporgenti.
MISURE
Lunghezza di 160 cm (quella normale è solo 145 cm) e larghezza di 11 cm o su misura; proporzionandola alla vostra altezza ricordatevi che la punta deve sfiorare la fibbia della cintura e il codino deve essere fermato dal passante posteriore.
Ben 200 i modi per annodare la cravatta.
Cinque i più comuni.
FOUR IN HAND
Si realizza con 4 movimenti della mano e deve essere portato abbastanza stretto.
Abbinato a cravatte leggere, sottili intorno al collo e più larghe nei lembi.
WINDSOR O SCAPPINO
Classico nodo a forma di triangolo equilatero.
Per cravatte lunghe e sottili e per camicie con colletti a punte divaricate.
MEZZO WINDSOR
A metà strada fra i primi due.
Si realizza aggiungendo mezzo giro al nodo classico.
SEMPLICE
E’ consigliato per i tessuti corposi.
DOPPIO SEMPLICE
Conferisce un effetto voluminoso adatto per tessuti poco corposi e camicie dal collo allungato.

A differenza dell’abito per lei, il vestito dello sposo richiede pochi ma fondamentali accessori per essere veramente completo.


CINTURA
Da scegliere ovviamente come alternativa alle bretelle per l’abito da sposo.
Da prediligere in nero, coccodrillo, o vitello, abbinandola al materiale delle scarpe.
GEMELLI
Nascono alla metà dell'800 con una funzione puramente pratica: chiudere i polsini delle camicie irrigiditi dall’amido.
Nel corso dei secoli si sono evoluti acquistando la connotazione di veri e propri gioielli.
Devono essere piccoli, classici e raffinati. Si portano esclusivamente sulle camicie con il polsino doppio o su quelle da frac con il polsino semplice ma senza bottoni.
Si compongono di due parti identiche create in modo da passare attraverso l’asola del polsino e collegate da una catenella o  bacchetta di metallo.
Quelli classici sono a due bottoni ovali, mentre altri più originali hanno un solo bottone d'oro per il lato esterno ed un meccanismo snodabile per il lato interno.
Fra i metalli scelti dagli stilisti: oro e argento ma anche acciaio, arricchiti da pietre preziose, punti luce o addirittura cristalli Swarowski.
FERMACRAVATTA
Da indossare solo nel caso in cui il tipo di abito indossato dalla sposa non richieda il plastron.
Dalla linea semplice, dovrebbe essere dello stesso materiale dei gemelli.
BOUTONNIERE O FIORE ALL’OCCHIELLO
Si appunta al bavero della giacca ed è simbolo di ricercatezza.
Il galateo prevede una sola camelia bianca, in tono con l’abito della sposa.
Concesse anche fresie, narcisi, gelsomini oppure orchidee, gardenie, roselline.
Decisamente banditi i fiori finti.
CALZE
Si abbinano alla tonalità dell’abito, chiare o scure a seconda delle esigenze e comunque devono essere sempre lunghe.
In cotone o cotone-seta per estate e primavera, lana o cachemire per autunno e inverno.
SCARPE
Dal mocassino, alla francesina, al derby, con fibbia o lacci devono essere rigorosamente in pelle.
Classiche le tonalità: nero, blu, marrone, in abbinamento ad abiti scuri o gessati.
Assolutamente out gli stivali.

Quando si parla di nozze di un certo livello, l’abito da sposo per eccellenza è costituito dal tight e mezzo tight.


TIGH
Si caratterizza di quarti anteriori sfuggenti e code arrotondate.
In lana (anche in estate), questo particolare abito da sposo si abbina obbligatoriamente a guanti e cilindro che però devono essere tenuti in mano e mai indossati.
I pantaloni, definiti da una linea classica, sono grigio medio e la rigatura in due tonalità di grigio, scuro e chiaro.
Le code sfiorano l’inizio del polpaccio mentre i pantaloni dritti appoggiano, sul davanti, sulla mascherina delle scarpe, e dietro appoggiano sull’inizio del tacco.
Indispensabili il gilet in raso mono o doppiopetto e la camicia bianca in cotone, popeline, batista o armaturata.
I polsi sono doppi e chiusi da gemelli.
Di rigore il plastron, le calze in filo di Scozia e le scarpe stringate Oxford.
MEZZO TIGHT
Classico abito da sposo senza code, per cerimonie dal tono meno impegnativo.
Scritto il: 02-05-2016 - letto 602 volte
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