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open Le tue nozze
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Niente paura: esiste l’abito da sposa che si adatta anche alle donne in dolce attesa


			
Niente paura: esiste l’abito da sposa che si adatta anche alle donne in dolce attesa
			
Convolare a nozze è già di per sé un evento magico, ma la magia raddoppia se si arriva all’altare con il “pancione”. Cosa c’è di più bello, infatti, dell’aspettare un bimbo, unendo questa stupenda esperienza al giorno del matrimonio?
			
Superati certi tabù del passato, sono sempre più le spose che dicono “sì” in gravidanza e, ovviamente, la moda del settore si è adeguata. Tranquille: gli stilisti di abiti da sposa hanno pensato anche a voi future spose e mamme. Diciamo che il modello dell’abito da sposa in dolce attesa è un abito “work in progress”: in base a quanto il bambino sarà cresciuto dentro di voi, l’abito lo dovrà fare altrettanto all’esterno. Ma anche qui niente paura perché qualsiasi atelier a cui vi rivolgerete saprà consigliarvi e prevedere ogni modifica nel modo migliore.

Molte pensano che non avendo un corpo perfettamente in forma molti tessuti, modelli e lunghezze per l’abito da sposa siano preclusi.


Invece basta adottare alcuni accorgimenti per poter avere l’abito da sposa dei propri sogni, ma con il giusto buon senso: ovvio che per una donna incinta, soprattutto se dopo il sesto mese, un abito fasciante a sirena non è proprio il massimo, ma ci sono molti altri modelli che vi faranno sentire ugualmente di tendenza e glamour. Potrete in ogni caso giocare con i dettagli del corpetto, le applicazioni, le scollature e le spalline.
Non è detto che il modello che avete sempre sognato vi sia precluso perché siete incinte: basta fare alcune attente valutazioni. La prima cosa da stabilire è ovviamente il mese esatto di gravidanza in cui vi troverete al momento del grande giorno, per poter progettare in linea di massima modello e linea dell’abito. Corto o lungo, stile impero, oppure romantico, bianco o di colore tenue, champagne o panna, ma anche glicine o rosa o in nuance pastello (evitate colori troppo vivaci per evitare l’effetto pallina di Natale), con o senza spalline, allacciato dietro al collo, vaporoso o liscio: non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Se la gravidanza non è troppo accentuata può ancora andare bene il puro stile impero, con un taglio sotto il seno, definito da qualche nastro o cordone colorato con il resto dell’abito che si allarga morbidamente sulla pancia: in questo avrete anche il vantaggio che non dovrà essere modificato più di tanto con l’aumentare della pancia, a meno che non si ingrassi veramente molto. Per quanto riguarda la lunghezza i modelli lunghi risultano più eleganti ma se preferite il corto sceglietelo appena sotto il ginocchio sempre che abbiate gambe toniche e in perfetta forma. Ricordatevi che con un modello corto dovrete però mettere tacchi alti e portarli tutto il giorno con il pancione potrebbe risultare faticoso mentre con un modello lungo, anche se non si dovrebbe, potete optare per una scarpa più bassa e riposante.

Per rendere davvero unico il vostro abito da sposa potrete, come accennavamo prima, sbizzarrirvi sui dettagli dei corpetti e delle scollature.


Prevedete ad esempio spalle a scialle, incrociate o con scollatura all’americana, oppure sottolineate da spalline di Svarowski o di piccoli fiori di stoffa. Un modello con incroci sul seno si apre anche nella gonna per cui in questo caso attenzione ancora al livello di forma delle gambe. L’abito da sposa può essere completato oppure no da un velo, più o meno elaborato a seconda dei casi. Non solo per una questione di tradizione, il velo sul viso non è di buon gusto. Altro stratagemma è giocare con sovrapposizioni di drappeggi e veli di seta o raso che rendono l’abito ancora più prezioso. Anche gli accessori e i gioielli possono esaltare la dolce attesa: da prediligere il corallo per dare un tocco di colore a contrasto su un abito bianco, avorio o champagne e poi perché la tradizione lo associa ai neonati come foriero di buon auspicio, oppure il ciondolo con un angelo d’argento, tipico monile che si dona alle donne in gravidanza. Per la scelta dell’abito potete puntare sul “su misura” oppure nulla vieta di sceglierlo già confezionato fra le linee premaman degli atelier apportando le modifiche del caso. Attenzione alle scarpe: in gravidanza i piedi possono gonfiare molto ed il modello dovrà essere scelto in funzione dell’estetica, ma soprattutto della vestibilità; i sandali sono probabilmente il tipo di scarpa che si adatterà meglio alla forma eventualmente un po’ rigonfia del vostro piede.

Il problema della taglia “over” non è solo delle gestanti, ma anche delle ragazze sovrappeso: con i giusti suggerimenti tutto si può risolvere.


Per gestire i chili in più ci vuole molto tatto e pazienza; alcune donne infatti si rendono conto di non essere in perfetta forma e accettano di buon grado consigli e suggerimenti, più propense a farsi indirizzare. Altre, invece, non se ne rendono conto e così bisogna cercare di valorizzarle senza, però, fare il minimo accenno al sovrappeso. Il segreto è trovare la vestibilità giusta facendo attenzione a determinati particolari. Ad esempio, per camuffare i chili in più è sempre bene prevedere un accenno di manica e non eccedere negli scolli. Le spalline ci vanno perché le donne molto formose hanno necessità di inserire un reggiseno nel corpetto, stando comunque su tagli a vita bassa, ma senza gonne ampie che ingigantirebbero il problema. Anche la linea impero non è sempre la soluzione giusta, perché in caso di taglie molto forti provoca un effetto “monoblocco” che non va bene. I tessuti devono essere leggeri, ad esempio le organze, per addolcire la figura e poi si può usare il colore come il verde sfumato o il glicine e per le donne che già hanno figli e convivono, anche il bicolore, con corpino chiaro e gonna lunga colorata per sdrammatizzare. Per le donne in gravidanza bisogna, invece, fare distinzioni: le taglie 40 al quarto mese hanno solo un minimo accenno di pancia per cui, in teoria, tutti i modelli potrebbero andar bene, mentre all’ottavo mese una soluzione da privilegiare è l’abito impero. In questo caso si studia l’evoluzione della situazione con 3 prove di cui l’ultima a 5 giorni dalle nozze, per le ultimissime eventuali modifiche.
Scritto il: 24-05-2016 - letto 1231 volte