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Passo per passo, dalla scelta, alle prove, alla realizzazione di un sogno per l’abito da sposa

Passo per passo, dalla scelta, alle prove, alla realizzazione di un sogno per l’abito da sposa
E’ fondamentale effettuare con l’atelier scelto le prove per adattare l’abito in maniera impeccabile alle vostre caratteristiche fisiche e, in prossimità delle nozze, per essere certe che tutto vada bene o siano necessari ritocchi
L’abito da sposa, quello che si indossa una sola volta nella vita, nel giorno più importante, è l’oggetto il cui ricordo rimarrà impresso nella memoria per sempre. Quante volte, infatti, abbiamo fantasticato intorno all’abito delle nostre nozze, quell’oggetto del desiderio in grado di trasformare un sogno in realtà?

Gli step che conducono all’abito da sposa perfetto sono molteplici, quindi armatevi di pazienza, spirito di intraprendenza e occhio critico e, soprattutto, rivolgetevi ad esperti ateliers.


Una volta individuato lo stilista che avrà il compito di rendervi principesse per un giorno, dovrete avviare con lui una collaborazione per agevolarlo nel lavoro e arrivare al giorno del matrimonio con un abito da sposa degno di questo nome. Data l’unicità dell’evento vi suggeriamo per una volta di tenere a bada la vostra intraprendenza, facendovi accompagnare in ateliers scortate da una o due amiche (di comprovato buon gusto e occhio clinico, ovviamente) nelle quali riponete la massima fiducia. Qualcuno che sappia indirizzarvi con sufficiente oggettività o aiutarvi ad uscire da possibili empasse decisionali e che sia in grado di interagire in maniera costruttiva con lo stilista o il titolare dell’atelier. In ogni boutique, per fortuna, il personale è a vostra disposizione per esaudire ogni vostro desiderio e aiutarvi a realizzare il sogno. Questo non vuol dire che dovrete schiavizzare chiunque vi capiterà a tiro: tutto dovrà essere improntato su rispetto, educazione e cordialità. In alcuni casi il lavoro degli stilisti è facilitato perché molte future spose hanno già visto l’abito dei sogni su riviste o addosso ad altre spose. Ma solo nell’uno per cento dei casi si ha la fortuna di trovare abiti perfetti al primo colpo. Entrando in atelier dovrete quindi dare suggerimenti ai titolari sulle vostre preferenze per cominciare una prima scrematura.
Le idee dovrebbero già essere abbastanza chiare: desiderate un abito tinta pastello oppure rosso accesso? Bianco ottico o tinta champagne? O ancora: amate i ricami elaborati oppure le linee semplici e sobrie? Un altro aspetto a cui badare è la conformazione del vostro corpo. Anche se costa ammetterlo con chi realizzerà il vostro abito non dovranno esserci segreti di sorta. Nascondere qualche piccolo particolare potrebbe pregiudicare il risultato finale. Ecco allora che anche quei tre o quattro chili di troppo che vi hanno sempre dato fastidio e che soprattutto avete sempre tentato di nascondere dovranno essere messi in conto. Proprio perché lo stilista sarà talmente abile da camuffarli e valorizzarvi al meglio. Il vostro abito sarà studiato su misura affinché possiate indossarlo come una seconda pelle. Fate presente anche quale sarà lo stile o il tono della cerimonia: se vi sposate in una chiesa di campagna festeggiando in un casale il vostro abito sarà senza dubbio diverso da quello che indosserete nel caso vi doveste sposare in un castello del ‘500 o in una dimora settecentesca. Siccome quando l’abito è stato scelto, modificato e adattato non si può più tornare indietro, è necessario che si crei un rapporto di confidenza, quasi di intimità e fiducia con l’atelier.
Segnalate, quindi, fin da subito la preferenza tra linea romantica, moderna e classica. Più sarete particolareggiate più sarà facile aprire il ventaglio dei punti di vista, confrontandosi e scambiandosi opinioni. Praticamente tutti gli ateliers svolgono uno studio particolareggiato sul fisico della sposa per proporre gli abiti più adatti.

Un altro dettaglio da non trascurare è il budget che si ha a disposizione per l’importante acquisto dell’abito da sposa.


Alcune ragazze pensano che parlare di soldi sia poco elegante (e questo è verissimo), ma proprio per il rapporto di confidenza che si crea con l’atelier bisogna specificare: inutile provare diecimila abiti da sposa se poi il prezzo non è alla portata. Si sarà inevitabilmente perso tempo o peggio ancora fatte illusioni su vestiti che non ci possiamo permettere. Vi suggeriamo con lo stabilire innanzitutto quanto intendete spendere. Se il vostro budget è illimitato l’atelier potrà consigliarvi anche abiti di alta moda mentre se più contenuto potrete optare per modelli pret a porter. Questo non significa rinunciare ad un abito elegante e raffinato né accontentarsi di una scelta più modesta, ma di trovare la soluzione più appropriata in termine di qualità prezzo.

Il percorso che vi condurrà all’altare è costituito dunque da diversi passaggi obbligati per la creazione del vostro abito da sposa.


Fin dai primi colloqui la titolare dell’atelier si occuperà di tradurre i vostri pensieri sentimenti e aspirazioni in un abito da sposa, realizzando lo schizzo quasi in diretta e suscettibile di modifiche ritenute necessarie dallo staff o dalla cliente stessa, oppure, nel caso di abiti da collezione, illustrandovi i capi di campionario per una prima prova. Essendo molto difficile il rapporto fra stile e creazione, gli ateliers più affermati possono contare sulla collaborazione di esperte e qualificate modelliste, spesso diplomatesi alle più prestigiose scuole di moda. Tali professioniste si occuperanno di passare dagli schizzi ai modelli partendo dalle misure della cliente e di cucire il prototipo dell’abito su tela di cotone (in questo modo non viene intaccata la preziosità delle stoffe utilizzate per la realizzazione del capo finale).
Durante la prima prova la sposa indosserà insieme all’abito anche l’intimo e le scarpe. Di fronte allo specchio si correggono i difetti (stesso discorso nel caso in cui si sia scelto un abito preconfezionato) e le naturali asimmetrie del corpo (una spalla più alta dell’altra, un fianco più sporgente, conformazioni curve o rovesciate, eccedenze del seno o del bacino). In questa fase vengono decise lunghezze e svasature, il tipo di aperture, e se è necessario o meno corredare l’abito di sottogonne più o meno ampie: si studia l’immagine complessiva dell’abito affinché sia omogenea e di stile. Se pensate che il vostro ruolo nella creazione dell’abito perfetto sia terminato, vi sbagliate. Mai come in questo caso dovrete esporre le vostre esigenze e gusti perché solo in questa fase si possono apportare ancora grandi modifiche al modello.
Solo nella seconda fase dell’abito (indossato nuovamente con intimo e calzature) la sposa comincia a rendersi conto davvero di come sarà il risultato finale. Di fronte allo specchio lo staff si assicura, in maniera veloce, della giusta cadenza del capo. La sposa collabora nella scelta di eventuali accessori (cappellino, guanti, fiori in tessuto per l’abito o i capelli) o nella modifica, se necessario, di piccoli particolari con un occhio attento alle rifiniture, per eventuali ricami o applicazioni di bordure, per le stringature, o i bottoncini foderati.  La seconda prova può essere seguita anche dall’hair stylist o dal visagista, interessati a coordinare la pettinatura ed il trucco con l’abito. L’ultima, a ridosso della cerimonia, può essere messa in agenda per essere certe che tutto si rimasto… com’era o se sono sopraggiunti cambi di corporatura dovuti ad accumulo o perdita di chili di peso: si sa, lo stress gioca brutti scherzi.
Il vostro percorso verso l’abito perfetto termina qui. Quali saranno le vostre prime reazioni nel rimirarvi? Il 99% delle spose non riesce più a staccare gli occhi dalla propria immagine riflessa nello specchio. Tutte sono colpite da forte emozione, altre addirittura hanno delle vampate di rossore che colorano il volto. A questo punto non ci sono più dubbi: avete proprio scelto l’abito da sposa giusto.
Scritto il: 27-03-2016 - letto 584 volte