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Per quanto riguarda la cucina non dimenticate la sua personalità…di primo piano

Per quanto riguarda la cucina non dimenticate la sua personalità…di primo piano
In cucina i piani di lavoro e i piani di cottura stanno evolvendo, grazie all’utilizzo di materiale e tecnologie moderne, a tutto vantaggio della praticità
Apprezzato per le sue caratteristiche inalterabili e per la ricchezza espressiva delle sue forme, il vetro è sempre più protagonista della cucina, soprattutto nei piani di cottura e da lavoro, in grado di trasformare gli ambienti in lucenti gioielli. Infatti, se un tempo il vetro era applicato solo alle vetrine, oggi, grazie a tecniche di lavorazione sempre più avanzate viene utilizzato per quasi tutti gli elementi della cucina. Luminoso e brillante, è capace di aumentare il senso dello spazio, caratteristica che lo rende apprezzato in caso di ambienti stretti. Inoltre può essere modellato e decorato (con stampe e serigrafie) in tantissimi modi, che possono regalare originali tocchi di stile alla tua cucina.

La tecnologia ha fatto passi da gigante: le novità del mercato propongono piani di lavoro in vetro, laminato oppure quarzo e agglomerati di quarzo e resina, praticamente inattaccabili da agenti chimici e assai resistenti.


La tendenza per i piani di lavoro in vetro è quella degli agglomerati unici che hanno eliminato gli spigoli con svariate forme che possono essere realizzate su misura per incastrarsi alla perfezione nell’ambiente. Lo spessore dei piani lavoro è passato dai classici 3 centimetri anche ad altezze importanti che variano dai 6 agli 8 centimetri. Novità del mercato è anche il bordo in acciaio per rifinire il piano lavoro. I colori sono molto soggettivi anche se il bianco resta intramontabile per le sue linee semplici e pulite. Piacciono anche i contrasti bianco e nero e tra legno scuro e chiaro. E per i piani cottura? Si sta imponendo fra i consumatori il piano con sistema a induzione che sfrutta cioè il campo elettromagnetico circostante riducendo i consumi senza dispersione di calore (grazie ad un input elettrico, una bobina genera un campo magnetico, che a sua volta mette in movimento le molecole di metallo della pentola). Sfruttando l’energia assorbita questi piani hanno un rendimento al 90 per cento contro il 40 per cento delle cucine a gas. Anche esteticamente sono molto belli perché seguono il piano lavoro con un blocco unico. Dal punto di vista della funzionalità consentono il riscaldamento immediato delle pentole e del cibo (che non si attacca perché mantiene una temperatura costante) e permettono, se necessario, di bloccare istantaneamente l’ebollizione. Sono realizzati in vetroceramica (con la zona circostante che rimane fredda riducendo il rischio di infortunio).
I sistemi a induzione o in vetroceramica senza i fuochi a vista (ossia con la resistenza elettrica sotto il vetro), sono però apparecchiature ancora molto costose e richiedono che nel frattempo non siano allacciati altri elettrodomestici: consumano molto e necessitano di un contatore molto più potente del normale. Con costi decisamente più contenuti, dando però spazio alla voglia di novità, si può optare per i piani cottura modulari in inox con larghezza di 30 cm l’uno. Si compongono a piacimento consentendo di adattare la soluzione scelta alle esigenze di spazio e funzionalità della cucina: due fuochi piccoli, uno piccolo e uno grande, uno solo grande; un pezzo in vetroceramica e il resto in inox oppure un pezzo in inox con friggitrice integrata, o bistecchiera o porta wok a seconda delle personalizzazioni. Molti produttori di cucine propongono anche i piani cottura con quattro fuochi di fila, uno accanto all’altro per le zone a isola con banchi e cappa da 1,20 metri. I nuovi piani cottura propongono anche la combinazione fra piano in vetro, bordo in inox e bruciatori normali dai colori nero, argento, Silver dai riflessi luminosi. Sono superfici che si mantengono bene e che sono difficili da graffiare. Il piano è più spesso da quello in inox tradizionale con misure ad incasso adeguate che permettono di integrare gli elettrodomestici come il formo e la lavastoviglie.
Per i piani di lavoro si stanno invece affermando gli agglomerati di quarzo e orchite dai colori nuovi: quelli di ultima generazione sono realizzati con scaglie di vetro incorporate per un effetto specchio e riflesso luce davvero suggestivi. E’ la cosiddetta serie lucente o starlight dai mille riflessi. Si passa dal nero al bianco, ma anche a tutti toni pastello del rosso, verde e blu che sotto i faretti dell’isola rendono al massimo. Un’altra novità sono i blocchi cristalline-granit e cristallan: piani lavoro che si integrano perfettamente con le vasche del lavello senza “cuciture” a vista e che sembrano un blocco dalle forme lineari oppure curve. Gli spessori sono importanti: vanno da un minimo di 5 ad un massimo di 9 centimetri.

Indipendentemente dalla marca, dal modello e dal “grado di anzianità”, una cucina ben mantenuta può durare decenni.


E’ bene ricordarsi che nella cucina a gas una volta spenta la fiamma, il fornello si raffredda rapidamente mentre le piastre della cucina elettrica invece necessitano di molto più tempo per scaldarsi e anche per raffreddarsi. Ricordatevi dunque di spegnere la piastra prima di ultimare la cottura, sfruttando il calore residuo. Per risparmiare tempo, invece, accendete la piastra quando ancora si sta preparando gli alimenti per la cottura, in modo che sia ben calda al momento di cuocere le pietanze. Per una corretta manutenzione, regolate la potenza del gas sul diametro della pentola. Eviterete che il contenuto strabordi andando a sporcare il piano cucina che poi col calore tende a incrostarsi. Una fiamma più potente, infatti, non serve a far cuocere prima il cibo ma solo a far annerire il fondo dei tegami rischiando l’incendio se dentro vi è olio bollente.
Pulendo il piano (soprattutto quelli in acciaio) non usate spugne abrasive per non lasciare graffi e pulite anche i beccucci dai quali fuoriesce il gas, con una spazzola a setole rigide.
Nei piani cottura ad alimentazione elettrica, nel pulire le piastre di ghisa utilizzate invece un panno umido solo quando sono tiepide o fredde. Anche qui niente spugne abrasive. Gli elementi riscaldanti vanno sostituiti appena iniziano a dare segni di usura.

Sono quattro i principali materiali impiegati per la realizzazione del piano cottura della cucina.


A seconda del materiale usato, il piano cucina (piano cottura + piano lavoro) può avere pregi e difetti. L’acciaio inox è il materiale più resistente e igienico tanto che viene impiegato nelle cucine professionali dei ristoranti. Non si scheggia e non è soggetto a fessure ed è resistente a corrosione, abrasione e temperature elevate. Molto diffusi sono i piani lavoro in granito, una pietra naturale molto pesante adatta soprattutto alle cucine su misura e in muratura poiché, dato il peso elevato, necessita di una “struttura portante sottopiano” (ad esempio dei pilastrini di sostegno foderati con mattonelle o ceramica). Il granito come l’acciaio resiste all’usura e alle alte temperature. Il marmo pur essendo esteticamente molto bello è meno funzionale a causa della poca resistenza ad urti e abrasioni. Necessita anch’esso come il granito, di una solida struttura portante. Quarto e ultimo materiale adoperato per la costruzione di cucine è il laminato, lucido od opaco, composto da fibre cellulosiche, impregnate con resine pressate a caldo. Resiste a urti e graffi e alle alte temperature (fino a 200 gradi).
Scritto il: 23-04-2016 - letto 452 volte