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Se la giacca è impeccabile, allora l’abito da sposo è davvero perfetto

Se la giacca è impeccabile, allora l’abito da sposo è davvero perfetto
Asciutta e lineare con taglio sartoriale impeccabile, oppure più moderna con tessuti lucidi e colori talvolta audaci: la giacca maschile è un passpartout per l’uomo di classe nella vita di tutti i giorni e lo è anche nel giorno più importante
Segno di distinzione fin dai secoli passati, la giacca dell’abito da sposo è in grado di conferire personalità alla mise del grande giorno, facendo spesso la differenza fra un completo che si nota e uno che invece passa del tutto in secondo piano. L’origine della giacca infatti è assai nobile. Risale ai tempi di Luigi XVI ma alcuni resti sono addirittura stati ritrovati nei sarcofaghi egiziani dell’età del bronzo. Ma le caratteristiche delle attuali giacche sono riconducili all’Inghilterra dell’Ottocento. In accoppiata con un bel pantalone, rimane in ogni caso l’elemento base del ben vestire maschile in ogni epoca, un vero e proprio caposaldo. E’ l’elemento primario del completo, perché dà forma all’immagine, catturando il colpo d’occhio generale, grazie anche a particolari dettagli e finiture e tagli, punti cardine di una bella giacca. Partendo da questi elementi fondamentali, gli stilisti ogni anno propongono variazioni e tendenze.
Se nella vita di tutti i giorni conviene mantenersi sul classico modello sobrio e sartoriale, nel giorno del “sì”, i maschietti più audaci e sicuri di sé possono optare per qualcosa di più stravagante visto che l’abito di nozze viene indossato una volta sola. L’importate è non valicare i limiti del buon gusto. In questi ultimi anni hanno fatto capolino dalle passerelle tessuti innovativi come i lucidi e translucidi e colori un po’ “particolari” quali amaranto, bronzo fino addirittura al melanzana.
Qualunque sia la tendenza prescelta, è la ricerca sui tessuti che è in grado di fare la differenza. Esistono diverse scuole sartoriali nate a partire dai primi del Novecento. Quelle italiane sono fra le migliori e più antiche d’Europa con Napoli e Palermo in cima alla lista per la particolare e continua cura dei materiali e la ricerca e creazione di nuovi modelli. Anche la tradizione inglese è stata per lungo tempo imitata per cura dei dettagli e severità di linee e tagli.

Ci sono comunque quattro particolari della giacca a cui porre attenzione nel momento della scelta dell’abito da sposo: spalle, torace, giromanica e collo.


Disegnare le spalle è assai delicato perché da esse dipenderà la cadenza delle maniche dell’abito da sposo. Infatti, devono essere sufficientemente ampie, in modo da permettere a queste ultime di scendere liberamente, evitando orribili rigonfiamenti causati dai muscoli delle braccia. Impeccabile deve essere la parte del torace, quasi una seconda pelle, senza essere però né troppo stretta né troppo larga, in modo da permettere un agevole abbottonamento, e rimanere comoda e strutturata anche quando si sta seduti. Se avete scelto un modello a tre bottoni, va allacciata in quello centrale. Se a due, in quello superiore. In ogni caso il bottone più basso non va mai allacciato. Altro argomento delicato: il giromanica. Un taglio sapiente sarà in grado di disegnare la parte inferiore in modo da adattarla perfettamente all’ascella. Se il taglio sarà troppo profondo si genererà inevitabilmente un difetto, per cui l’attenzione a questo dettaglio diventa vitale nel caso acquistiate un abito già confezionato. Se avete dei dubbi sulla funzionalità del giromanica piuttosto cambiate modello. Ultimo dettaglio fra i magnifici quattro è il collo. L’adesione, nella parte posteriore, al collo della camicia, deve essere perfetta, anche quando ci si muove o si alzano le braccia. Per cui quando provate l’abito è consigliabile alzarle per verificare (ovvio che nel giorno delle nozze non dovrete smanacciare come forsennati, ma se non avrete un abito impeccabile tutti lo noteranno subito). Un’altra imperfezione che crea squilibrio è il collo troppo corto che provocherebbe un innalzamento dei lembi anteriori della giacca (viceversa, un collo troppo lungo sbilancerà i lembi in avanti).

Esiste però anche un altro elemento cui porre attenzione nella scelta dell’abito da sposo: il “drop”, ossia il rapporto larghezza torace-vita.


I drop ottimali, considerando ad esempio una taglia diffusa come la 50 sono 8 (vita stretta in rapporto al torace), 6 per un rapporto normale, e 4 (vita larga o una pancia sporgente). E’ quindi un dettaglio fondamentale che crea le proporzioni e la vestibilità dell’abito da sposo. Comunque calcolate sempre che la taglia deve essere la metà della larghezza del torace, comprese le braccia aderenti al corpo. Gli altri elementi da calcolare per avere un quadro delle giuste proporzioni sono larghezza delle spalle e della vita, larghezza e lunghezza delle braccia e statura. Ma non preoccupatevi più di tanto perché ogni atelier che si rispetti in genere ha un addetto impiegato esclusivamente a verificare le misure per apportare eventuali modifiche.

Esistono poi altri dettagli secondari, ma per questo non meno importanti, che riguardano l’abito da sposo.


Fra questi i revers che nel succedersi delle varie mode hanno subito diverse metamorfosi passando di volta in volta da larghi a stretti. Per non cadere nel “fuori moda” mantenetevi su misure equilibrate e non avrete nulla di cui preoccuparvi. Le misure consigliate vanno dagli 8,5 ai 10,5 cm nel punto più largo. Per raggiungere il livello di armonia ottimale basterà abbinare la larghezza dei revers a quella della cravatta. Va da sé invece che un abito da sposo formale come quello di nozze dovrebbe essere sprovvisto di tasche e pattine mentre più delicata è la questione degli spacchi posteriori. La presenza o meno di questi dettagli influisce sulla funzionalità ed estetica della giacca. Il modello senza spacchi risulta esteticamente perfetto ma poco funzionale. I due spacchi laterali hanno invece l’indubbio pregio di slanciare la gamba e conferire maggiore forma all’abito. Evitate invece il solo spacco centrale un po’ troppo demodé. Attenzione anche alla fodera, la migliore è quasi impalpabile e in seta naturale, ai bottoni (i migliori sono di sostanze naturali: come corno o madreperla) e ovviamente all’asola sul revers della giacca che deve essere aperta e non finta. Del resto l’eleganza è soprattutto questo: dare importanza a particolari che all’apparenza potrebbero sembrare insignificanti.
Scritto il: 26-04-2016 - letto 936 volte