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Un tocco esotico anche nel tuo menù

Un tocco esotico anche nel tuo menù
Dalle spezie, al cous cous, alle marinature con la soia: alcuni ristoranti piemontesi amano contaminare la cucina tradizionale con un tocco di esotico, facendosi ispirare da piatti tipici dell’oriente o dell’Africa
Noi Italiani mangiamo molto bene quando ci affidiamo alle nostre più autentiche tradizioni, ma siamo comunque sempre affascinati dai richiami della cucina esotica. E poi una serie di piatti di un paese straniero può essere una grande opportunità per riunire degli amici e organizzare un ricevimento particolare.

Un classico esempio di cucina esotica è rappresentato dal sushi, pesce crudo particolarmente pregiato e riso.


In alcuni ristoranti trovano, ad esempio, impiego le spezie cajun, il wasabi, lo zenzero e le marinature con soia e miele , tipiche di una cucina esotica, per insaporire piatti tipici con nuovi aromi che sappiano solleticare il palato. Il cajun è una miscela piccante di spezie (paprica, cipolla, aglio, pepe, timo e origano) tipica degli Stati Uniti, nata da differenti culture culinarie. Si sposa bene con tutti i piatti di carne rossa e con la selvaggina. Il wasabi, pasta verde dal sapore particolarmente piccante, è invece tipica della cucina giapponese. Deriva dal rizoma di una pianta delle crocifere: lega bene con il pesce crudo come il sushi e il sashimi, e generalmente viene sciolto nella salsa di soia. La cucina giapponese, molto diversa dalle tradizioni culinarie del resto del mondo, è ancora poco conosciuta anche se di gran moda. Infatti, a parte, il pesce crudo e alcuni altri piatti, molti ingredienti e ricette risultano poco familiari alla maggior parte della gente. In Giappone, inoltre, assumono una rilevanza fondamentale, alcuni particolari come ad esempio l’estetica dei piatti: dalla disposizione dei cibi a quella delle stoviglie, ogni ciotola deve avere una collocazione precisa, i bastoncini debbono essere presentati su un piccolo supporto, uniti e allineati, il vasellame deve essere adattato a seconda del contenuto. La maggior parte dei ristoranti italiani sta prendendo esempio dalla cultura nipponica con allestimenti di cibi e pietanze davvero scenografici e sorprendenti.

Tipica cucina esotica, simbolo di convivialità, è quella marocchina con il suo cous cous.


Non tutti sono disponibili ad una cucina esotica proveniente da oltre confine, anche se talvolta vengono esaudite richieste precise da parte degli sposi, che magari intendono rievocare con il menù di nozze i momenti di qualche romantico viaggio fatto insieme, come ad esempio il cous cous marocchino con semola di grano, verdure e uva passa. Si tratta di un alimento tipico del Nordafrica. I chicchi (del diametro di un millimetro dopo la cottura) vengono fatti con la semola di grano duro macinato grossolanamente (in alcune regioni con orzo o miglio). La semola, cosparsa d'acqua e lavorata con le mani per farne pallottoline, viene mischiata con quella asciutta e poi passata al setaccio. Le pallottoline troppo piccole, passando attraverso i fori, vengono nuovamente asperse di semola asciutta e lavorate a mano. Il processo continua fino alla trasformazione finale di tutta la semola in minuscoli chicchi. Il cous cous marocchino, in particolare, è molto abbondante e sontuoso ed accompagnato da carni, legumi e verdure cucinati generalmente con molte spezie, con le varianti locali, dal Marocco alla Libia. Dato il suo carattere di estrema convivialità (generalmente viene servito in un unico grande piatto rotondo, a cui attingono tutti i commensali) può essere un’idea originale nel caso in cui abbiate invitato al ricevimento amici di origine africana facendoli sentire maggiormente coinvolti nella festa. Nessun altro piatto come il cous cous si lega, infatti, alla storia e alle tradizioni conviviali delle popolazioni arabe, soprattutto del Maghreb.
Incursioni esotiche si hanno anche con la rivisitazione di prodotti tipici abbinati alla frutta tropicale come ad esempio la carne cruda all'albese con lamelle di avocado e parmigiano, il carpaccio di vitello ai sali speziati su misticanza di campo e gamberoni dorati in pastella di ceci con melone e kiwi. L’avocado in particolare è un frutto che si può gustare in insalata ma si abbina anche molto bene a formaggi e carni crude. Si sbuccia con un coltello affilato tagliando il frutto per tutta la lunghezza, come se fosse una mela. Occorre fare attenzione poiché il grosso nocciolo non si taglia e quindi non è possibile affettarlo da parte a parte ma occorre girare intorno con il coltello intorno al nocciolo. Una volta tolta la parte centrale, si potrà estrarre la polpa, verde e untuosa, con un cucchiaino o con un coltello, a seconda di quanto è maturo il frutto.

Alla base di una cucina esotica d’eccezione sono presenti, comunque, le spezie.


Le spezie, tipiche di una cucina esotica, possono rendere le carni saporite e colorate, con condimenti esotici quali la curcuma, il curry e il pepe verde e rosa. A dire la verità, il curry non è proprio una spezia, ma una miscela di spezie di origine indiana pestate nel mortaio. Si distingue in “mild” (mediamente piccante) o “sweet” (molto piccante). La formulazione comprende: pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, zafferano, ma anche chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco e peperoncino. La curcuma è una pianta dell'Asia tropicale le cui radici vengono essiccate, ridotte in polvere e usate come condimento, soprattutto in associazione al coriandolo e al cumino. Ha un sapore delicato che esalta le papille gustative e non dà quella sensazione ferrosa tipica dello zafferano che usiamo noi in Italia.
Scritto il: 05-04-2016 - letto 411 volte