Il primo maestro fu Alfredo Ganosa, storico orefice gallaratese, ed era l’inizio degli anni ’50. Bisognava imparare a smontare completamente qualsiasi orologio, sostituirne i pezzi difettosi, rimontarlo e regolarlo perfettamente.
Ma non solo. Vivendo in un negozio, si imparavano i “fondamentali” del commercio: che cosa comprare, come vendere, come conquistarsi e conservare i clienti. Nel 1957 il grande passo: mettersi in proprio, una giovane moglie che ti apporta il buon gusto, l’amore per il bello e – con un piccolo negozio di una sola vetrina – conquistarsi l’esclusiva dei nomi più prestigiosi nell’orologeria e nella gioielleria. Poi, la passione per le gemme (quelle che voi chiamate “pietre preziose”), serate e giorni festivi dedicati allo studio della Gemmologia, la nascita dell’Istituto Gemmologico Italiano, di cui ho l’orgoglio di essere stato Socio fondatore e Presidente onorario. Nel tempo, i “fondamentali” del commercio appresi negli anni ’50 si sono evoluti ma, tutto sommato, il segreto non è cambiato: saper comprare, per offrire il meglio (mettendoci tutta l’originalità che si è capaci di esprimere). Il risultato di tutti questi anni di lavoro? tanti, tanti clienti, clienti che tornano, che diventano amici. Ora, in Corso Italia le vetrine sono sette, mentre le aree di esposizione e vendita sono distribuite su tre piani dell’edificio. Non ho più il tempo per revisionare gli orologi ma – al di là di una delle sette vetrine – c’è sempre un mio collaboratore cresciuto alla mia scuola che sa come smontare, sostituire, regolare . Ed anche l’analisi delle gemme è oggi una scienza esatta che bisogna conoscere e bisogna dimostrare di saper utilizzare (altrimenti un commerciante non sa quello che vende). Oggi, tutto questo si chiama professionalità e “assistenza ai clienti”. Io lo chiamo anche amore per il proprio mestiere.