Villa sommi picenardi

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Via Sommi Picenardi, 8
23887 Olgiate-Molgora (LC)
Mappa

Al di la di un bel cancello in ferro battuto, un imponente parco accoglie i visitatori di questa dimora di campagna lombarda. La storia di questo luogo è iniziata alla fine del XVII secolo, quando la nobile famiglia Sala decise di costruire la sua residenzadi campagna in un possedimento dell’Alta Brianza. Già esistevano una torre di avvistamento ed un fabbricato del XIV secolo adibito a deposito agricolo, a cui fu in seguito annessa la Villa. Nonostante innumerevoli ricerche non si è riusciti a rintracciare alcuna testimonianza né sui disegni del giardino, né tantomeno sul nome dell’architetto che costruì la casa in classico stile Barocchetto Lombardo. Si suppone solo che il complesso fu terminato nel 1702, data che compare sul frontespizio della Cappella dedicata ai Santi Ambrogio e Galdino. E’ da notare che S. Galdino fu il primo arcivescovo di Milano e che apparteneva alla famiglia Sala. Sul retro della Villa, il visitatore ha la piacevole sorpresa di scoprire un delizioso giardino all’italiana. Questo giardino offre un perfetto esempio di sistemazione a terrazzi del pendio della collina, divisa al centro da una direttrice prospettica di rampe e scalinate proporzionata ad un paesaggio di piccole e verdi colline che nascondono il “GIARDINO SEGRETO” dietro la Villa. Qui è la costruzione che domina ed il giardino è disegnato quale appendice, quale scenario da contemplare attraverso le grandi vetrate dei saloni. Benché il disegno e la decorazione in mosaico colorato della scalinata siano di ispirazione Romana, esempio raro in Lombardia, i particolari del giardino rivelano già la raffinatezza del XVIII secolo. Ghirlande di pietra pendono dalle balaustre ed il motivo si ripete nei festoni di rose sulla terrazza superiore: bronzei cavallucci marini si impennano nella fontana centrale e tutte le statue danno l’impressione di essere ornamenti da salotto, anziché sculture in pietra di antica data, raffiguranti Fauni, Dei mitologici e urne con frutta e verdura. Un’altra ala della Villa è costeggiata dal “GIARDINO DEL TEATRO”, un angolo dedicato all’arte topiaria e contornato da quinte di Carpini che ne fanno risaltare la prospettiva come in un verde scenario teatrale.
Il parco, al tempo della proprietaria DONNA MINA SALA TROTTI BENTIVOGLIO, Dama di Corte della Regina Margherita che riceveva molto spesso Casa Savia ed i membri della Scapigliatura Milanese, fu ingrandito nel 1880. Fu disegnato allora un parco paesaggistico all’Inglese, come era di moda, senza tuttavia rovinare il più antico giardino all’italiana. Fu creato un laghetto romantico, alcuni punti focali sulla campagna circostante e messe a dimora parecchie essenze arboree di notevole importanza. Voglio qui ricordare gli alberi più maestosi del Parco: Taxodium Disticum, Chamaeciparis Lawsoniana, Platanus Orientalis, Fagus Selvatica Asplenifolia e Liriodendrum Tulipiphera, che, pur in un tempo relativamente breve, hanno raggiunto delle notevoli dimensioni.
Negli anni ’20 la Villa passò in eredità al nipote di donna Mina, il Marchese Paolo Sommi Picenardi di Calvatone, che, da grande appassionato ed esperto di giardinaggio, continuò a migliorare sia il famoso Giardino segreto che il parco all’Inglese. I nipoti, con amore e molto impegno, ne continuano l’opera.

Scheda

Tipologia della struttura:
villa

Nome del responsabile:
Ilaria

Note:
Al di la di un bel cancello in ferro battuto, un imponente parco accoglie i visitatori di questa dimora di campagna lombarda. La storia di questo luogo è iniziata alla fine del XVII secolo, quando la nobile famiglia Sala decise di costruire la sua residenzadi campagna in un possedimento dell'Alta Brianza. Già esistevano una torre di avvistamento ed un fabbricato del XIV secolo adibito a deposito agricolo, a cui fu in seguito annessa la Villa. Nonostante innumerevoli ricerche non si è riusciti a rintracciare alcuna testimonianza né sui disegni del giardino, né tantomeno sul nome dell'architetto che costruì la casa in classico stile Barocchetto Lombardo. Si suppone solo che il complesso fu terminato nel 1702, data che compare sul frontespizio della Cappella dedicata ai Santi Ambrogio e Galdino. E' da notare che S. Galdino fu il primo arcivescovo di Milano e che apparteneva alla famiglia Sala. Sul retro della Villa, il visitatore ha la piacevole sorpresa di scoprire un delizioso giardino all'italiana. Questo giardino offre un perfetto esempio di sistemazione a terrazzi del pendio della collina, divisa al centro da una direttrice prospettica di rampe e scalinate proporzionata ad un paesaggio di piccole e verdi colline che nascondono il "GIARDINO SEGRETO" dietro la Villa. Qui è la costruzione che domina ed il giardino è disegnato quale appendice, quale scenario da contemplare attraverso le grandi vetrate dei saloni. Benché il disegno e la decorazione in mosaico colorato della scalinata siano di ispirazione Romana, esempio raro in Lombardia, i particolari del giardino rivelano già la raffinatezza del XVIII secolo. Ghirlande di pietra pendono dalle balaustre ed il motivo si ripete nei festoni di rose sulla terrazza superiore: bronzei cavallucci marini si impennano nella fontana centrale e tutte le statue danno l'impressione di essere ornamenti da salotto, anziché sculture in pietra di antica data, raffiguranti Fauni, Dei mitologici e urne con frutta e verdura. Un'altra ala della Villa è costeggiata dal "GIARDINO DEL TEATRO", un angolo dedicato all'arte topiaria e contornato da quinte di Carpini che ne fanno risaltare la prospettiva come in un verde scenario teatrale.
Il parco, al tempo della proprietaria DONNA MINA SALA TROTTI BENTIVOGLIO, Dama di Corte della Regina Margherita che riceveva molto spesso Casa Savia ed i membri della Scapigliatura Milanese, fu ingrandito nel 1880. Fu disegnato allora un parco paesaggistico all'Inglese, come era di moda, senza tuttavia rovinare il più antico giardino all'italiana. Fu creato un laghetto romantico, alcuni punti focali sulla campagna circostante e messe a dimora parecchie essenze arboree di notevole importanza. Voglio qui ricordare gli alberi più maestosi del Parco: Taxodium Disticum, Chamaeciparis Lawsoniana, Platanus Orientalis, Fagus Selvatica Asplenifolia e Liriodendrum Tulipiphera, che, pur in un tempo relativamente breve, hanno raggiunto delle notevoli dimensioni.
Negli anni '20 la Villa passò in eredità al nipote di donna Mina, il Marchese Paolo Sommi Picenardi di Calvatone, che, da grande appassionato ed esperto di giardinaggio, continuò a migliorare sia il famoso Giardino segreto che il parco all'Inglese. I nipoti, con amore e molto impegno, ne continuano l'opera.

Spazi all'aperto:
PARCO SECOLARE

Spazio per servizi fotografici:
SI

Accessi per disabili:
Come da norma

Fonte: Sito web operatore
Ultimo aggiornamento: venerdì, 14 febbraio, 2014

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